Comunicato a proposito del caso di Matthias Schepp L’Associazione Grafologi Professionisti si dissocia formalmente da quanto successo intorno al caso di Matthias Schepp, per cui era stato richiesto l’intervento di uno o più consulenti grafologi per conoscere più a fondo la personalità dell’ingegnere suicida, un fatto menzionato (e ripreso) durante la trasmissione “Chi l’ha visto?” del 20 aprile 2011. La consulenza grafologica aveva il proposito di dare un contributo di approfondimento “scientifico” a una complessa vicenda, risultata piuttosto delicata e drammatica. I sedicenti grafologi commissionati avrebbero eseguito una consulenza grafologica sulla presunta scrittura del suicida, quando in realtà non solo sembra si trattasse di una fotocopia di un documento originale (già di per sé un oggettivo limite all’indagine), ma – e questo, se è proprio così, è davvero allarmante (!) e senza la benché minima possibilità di ulteriore commento – addirittura su una scrittura creata al computer (come è stato poi confermato dalla conduttrice Federica Sciarelli, in quanto la scrittura sarebbe stata creata da un tecnico della trasmissione e avrebbe riportato la semplice traduzione della lettera originale, scritta in tedesco). Dinanzi a questo fatto, in sé molto preoccupante per la compromissione dell’immagine professionale della grafologia, l’A.G.P., in quanto finalizzata a tutelare in tutte le sue forme i suoi scopi statutari (tra cui promuovere iniziative volte al riconoscimento della professione di grafologo e qualificare l’attività professionale dei propri membri), non solo si dissocia da quanto avvenuto sul piano tecnico-grafologico, metodologico e deontologico, ma si riserva anche la possibilità di radiare dall’elenco dei propri soci eventuali corresponsabili dell’accaduto, avendo essi contribuito a dare prova, a quanto pare, di uno scadentissimo livello di professionalità. Il consiglio direttivo A.G.P.
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